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Alimentazione, Tai Chi Chuan e Chi Kung nella Salutogenesi

a cura di Andrea Biggio


Il Principio di Salutogenesi
Quando siamo molto malati, o anche solo malati, ricorriamo a interventi chirurgici (il massimo della dipendenza da altri e quindi dalle spese); se non funzionano ci affidiamo, anche contemporaneamente, a farmaci allopatici e terapie invasive terribili. Dopo, in caso di persistenza della sofferenza scopriamo le medicine non convenzionali e, possibilmente, il lavoro sul corpo. Solo alla fine scopriamo l’importanza dell’alimentazione e dello stile di vita. Ma questo è un circolo vizioso e non virtuoso come quello che invece dovrebbe partire dal cibo per mantenere lo stato di salute e migliorarlo e che rappresenta il massimo dell’autonomia e dell’indipendenza da altri e del risparmio delle spese. Secondo il circolo virtuoso l’intervento chirurgico dovrebbe costituire solo l’extrema ratio dopo che gli altri strumenti a nostra disposizione si sono dimostrati insufficienti. Il principio della salutogenesi è un focus particolare che noi portiamo nel campo della salute prima che si sviluppi la malattia, per poterla meglio prevenire. Nel mondo occidentale la ricerca sulla salute è stata sempre trascurata prediligendo lo studio della patogenesi (che dal greco antico significa genesi della sofferenza) che pensa soltanto all’uomo quando è malato ed ai modi per farlo guarire. La nostra società moderna si preoccupa maggiormente di individuare le cause che determinano le malattie anziché indagare, favorire ed incoraggiare i c.d. determinanti della salute e del benessere, che sono costituiti principalmente dalla qualità del cibo e dello stile di vita adottato (ambiente, filosofia, cultura, etc.) Con il principio della salutogenesi (che dal greco antico significa genesi dello stato di salute), negletto dalla medicina ufficiale occidentale, si cominciano finalmente a studiare le forze e le difese corporee individuali, la capacità di autocura insita nell’organismo umano e le possibilità di scegliere autonomamente le modalità per mantenersi in uno stato sano soddisfacente. La salutogenesi ci aiuta a scoprire perché virus e batteri attaccano un individuo e l’altro no, ponendo nuove domande: Cosa ha mantenuto l’individuo sano? Quali sono le risorse, le difese e le scelte che consentono alla persona di restare sana e come fare a svilupparle, sostenerle e rafforzarle? Come si realizza uno stato di integrazione corpo-mente che consente resistenza e capacità di cambiamento all’individuo in salute? La linea di studio patogenetica, che si occupa solo della malattia, relega l’essere umano ad un ruolo passivo che vede sempre all’esterno di noi ciò che nuoce e quindi le cause dei nostri mali e delle nostre malattie: batteri virus e smog sono i “colpevoli” principali dei malanni che ci colpiscono, per cui è importante sviluppare questa “ricerca del colpevole”, che è sempre fuori di noi, per debellarlo. A tale ricerca se ne affianca purtroppo sempre anche un’altra indispensabile, che le fa da contraltare, quella della “ricerca dell’eroe” che ci salverà e che è sempre fuori di noi: antibiotici, integratori, omega3, etc. Se infatti la causa della malattia è esterna a noi, per la comune mentalità, anche l’aiuto per la guarigione deve venire dall’esterno. Il principio di salutogenesi, invece, ci consente di dare una direzione alla nostra salute e di prevenire lo squilibrio senza partire da esso come fa la patogenesi. L’attivazione delle difese corporee ed il rafforzamento del sistema di autocura che la natura ci ha fornito hanno un punto di partenza, un nocciolo duro molto importante, che precede in assoluto tutti gli altri: alimentazione e stile di vita! Solo una sana alimentazione con cibi energeticamente bilanciati, e coltivati in modo sano come fa l’agricoltura biodinamica, ci consente di stimolare l’attività dell’organismo e mantenere in forma il campo di forze che in esso è preposto al mantenimento della salute. Il principio di una sana alimentazione è un principio di scelte, di attività e non di passività, ove ciò che conta è l’attivazione non lo sgravio ed il risparmio delle forze che consentono al sistema immunitario di difenderci dallo squilibrio. Quest’ultimo è facilmente connesso ad un’alimentazione errata, cioè a disordine, sovrabbondanza, cucinare erroneamente, combinare male, introdurre sostanze nocive, scegliere cose sbagliate, non tener conto degli effetti che i cibi provocano in noi. Crediamo di risparmiare tempo e forze nutrendoci di cibi già pronti, scatolame, precotti, integratori, surgelati, merendine, pillole vitaminiche, etc. ma tutto ciò ci fa solo perdere quelle forze. Noi guadagniamo forze quando mettiamo a cuocere sul fuoco un bel pugno di cereali integrali, possibilmente biodinamici ed in chicco! Perché in chicco? Perché così il seme (il cereale è un seme) non si indebolisce con la frantumazione in farina e mantiene la sua integrità consentendo anche a noi di essere integri (anima-spirito-corpo). Perché biodinamici? Perché il chicco, per essere completo, deve conservare la sua antica ed originaria doppia valenza: di fungere oltreché da alimento, che si smaterializza nel nostro corpo, anche da organo riproduttore, capace cioè, se piantato, di generare una nuova pianta. Purtroppo oggi ciò non avviene nella stragrande maggioranza dei cereali, anche biologici, composti di chicchi non in grado di autoriprodursi come è invece per il seme nato biodinamicamente. Non bisogna dimenticare che nelle piramidi d’Egitto sono stati trovati chicchi di cereali ancora in grado di germogliare a distanza di migliaia di anni: questa è la potenza del mondo di Demetra, la mitologica dea greca della fertilità dei campi, identificata con Cerere, donde appunto “cereale”, dagli antichi Romani.

Principio di Salutogenesi

Dieta o alimentazione?
Alimentazione e dieta: che differenza c’è? Cosa facciamo quando ci mettiamo a dieta e cosa invece succede se decidiamo di cambiare alimentazione? Andiamo per ordine e cominciamo con l’indagare le etimologie delle due parole. “Alimentazione” deriva dal latino “alere” che vuol dire nutrire. Dieta deriva dal latino “dies” che vuol dire giorno. La dieta risulta pertanto un fatto di giorni, episodico, stabilito in base ad esigenze e necessità momentanee di salute o di moda. La dieta è sempre limitata nel tempo perché prevede, prima o poi, il ripristino dello stile di alimentazione proprio della persona e del suo ambiente, viene sempre vissuta come una prigione da cui evadere al più presto. Si tratta quasi sempre di situazioni del tipo: “…da lunedì mi rimetto a dieta!” oppure “…passate le feste inizio la dieta!” oppure ancora “…il medico mi ha prescritto una dieta”. L’alimentazione e la qualità del nutrimento sono invece una scelta che riguarda lo stile di vita e che ha a che fare con la durata, con il ritmo del vivere di ciascuno. L’alimentazione è come il linguaggio: si dice comunemente alimentazione materna così come si dice lingua materna. Dunque siamo in presenza di codici culturali inconsci e quindi molto profondi e difficili da modificare da un giorno all’altro. L’alimentazione, inoltre, è molto di più della soddisfazione di un bisogno fisiologico, è una forma di comunicazione che ci lega all’ambiente nel quale viviamo (criterio d’identità, simbolo di gruppo, atto ostentatorio, scambio sociale, costume, tradizione, superstizione, ecc). Nello scegliere il cibo vi è pertanto una complessità di relazioni tra aspetti visibili ed invisibili per i quali spesso risulta più facile mettersi a dieta e molto più difficile cambiare stile di alimentazione e quindi di vita. E’ vero che risulta irritante, ai più, che l’attività dell’alimentarsi, in apparenza solo fisiologica e materiale, possa invece essere anche un atto profondamente impregnato di aspetti simbolici, energetici e spirituali che non andrebbero studiati separatamente dagli altri. Sarebbe importante, quindi, adottare un punto di vista olistico per affrontare il tema del cambiamento e della nutrizione per comprenderlo in un tutto unico, proprio come hanno fatto due importanti scuole di pensiero: lo Zen Macrobiotico di George Ohsawa e la Biodinamica di Rudolf Steiner. La conclusione più saggia sarebbe dunque quella di cercare uno stile alimentare più appropriato a noi ed alle nostre esigenze anziché passare da una dieta all’altra sottoponendo le cellule del corpo all’indicibile stress di espandersi e restringersi continuamente. Perché il fine dell’alimentazione sana possa realizzarsi, vi deve essere una grossa spinta, una pressione forte da canalizzare nel cambiamento, allo scopo di arrivare a variare ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto e cioè cereali integrali, legumi e verdure, il nutrimento dei nostri nonni. Oggi, sia medici che giornali e TV, con i loro “nutrizionisti ufficiali”, suggeriscono diete per ogni minima esigenza ma difficilmente si cimentano in un discorso più profondo, qualitativo e di lungo periodo che coinvolga le scelte primarie del cibo e della sua energia, da seguire con regolarità sulla tavola. E quando lo fanno, impiegano un linguaggio biochimico di calorie, di proteine, di omega3, etc. che non ci aiuta quando siamo al mercato a fare la spesa. Tutto ciò è dovuto al fatto che oggi l’alimentazione viene trattata, soprattutto in occidente, semplicemente come aspetto della cultura materiale, tecnologica e economica o, al massimo, come aspetto inferiore e residuo della sfera spirituale e psicologica.

Tai Chi Chuan e Chi Kung
Il Tai Chi Chuan e il Chi Kung, nello schema della Salutogenesi, sono da considerarsi elementi costitutivi dello stile di vita e, insieme all’alimentazione, contribuiscono al fondamento dell’essere in salute. Non a caso, infatti, il presidente cinese Mao, all’epoca del suo massimo potere, introdusse il Tai Chi Chuan su vasta scala considerandolo un efficace “determinante della salute”, con in più il pregio di essere assolutamente economico ed autonomo (in quanto si può praticare – dopo averlo appreso - senza un necessario ausilio e pagamento di altri). Analoga considerazione può essere fatta per il Chi Kung. Il Tai Chi Chuan, antica arte marziale cinese da molti chiamata riduttivamente ginnastica o esercizio, favorisce sensibilmente la circolazione dell’energia nel corpo, secondo la Medicina Tradizionale Cinese che lo raccomanda per migliorare la flessibilità generale di tutte le articolazioni, per combattere l’insorgere della ipertensione e come efficace antidoto contro l’insonnia, l’ansia, disturbi psicosomatici e la depressione. Il Tai Chi Chuan, non fa spendere energie, come avviene per le ginnastiche praticate in occidente, si adatta a tutti ed a tutte le età, contribuendo a prevenire le malattie le quali non insorgono quando l’energia del corpo circola ordinariamente senza blocchi. Esso, infine, lavorando sulla respirazione profonda e sulle emozioni tende a tenere basso il livello dello stress stimolando nel contempo l’attivazione delle difese immunitarie. Il Tai Chi Chuan e il Chi Kung sono quindi un “determinante della salute” ma anche un’efficace strumento preventivo e integrativo, collocandosi a pieno titolo nell’ambito delle cosiddette Discipline del Benessere e Bionaturali. Recenti ricerche hanno infatti stabilito che il Tai Chi Chuan e il Chi Kung sono efficacemente utilizzati nell’ambito di “disarmonie energetiche” quali: reinserimento dei colpiti da ictus - problemi cardiovascolari e polmonari - miglioramenti nell’equilibrio, nel controllo dei movimenti e nella flessibilità – miglioramenti posturali - miglioramenti della forza fisica – muscolo/scheletrici – miglioramenti del sistema immunitario – problemi psicologici - tumori.

La tutela del principio di Salutogenesi a Firenze ed in Toscana
La Regione Toscana è all’avanguardia nel campo della tutela delle attività di promozione e conservazione della salute, del benessere e della qualità della vita, avendo appositamente legiferato in materia con legge n.2 del 03 gennaio 2005. Il Comune di Firenze si è reso, anch’esso, protagonista di un significativo interessamento verso i c.d. determinanti della salute (vedi Società della Salute), anche se viene auspicato – da parte di chi scrive – un più marcato intervento nella direzione dell’alimentazione non affrontata in modo compiuto.